20 ANNI DI BUIO

29 Ottobre 2020 Off di voyager

Dopo la Marcia su Roma Vittorio Emanuele III chiede formalmente a Mussolini di formare il nuovo esecutivo.
Comincia il «ventennio» dell’era fascista.

Per l’Italia come paese questi 20 anni sono segnati da tanto orrore ed anche quei pochi meriti del fascismo rileggendo la storia si sciolgono come neve al sole.

1919. PENSIONE.
Nel 1919, con il governo liberale di Vittorio Emanuele Orlando, il sistema viene “imposto a tutte le aziende come obbligatorio: da quel momento tutti i lavoratori italiani ebbero per diritto la pensione”.

1933. BONIFICHE.
Nel 1933 il Fascino dichiara la propria vittoria: la missione impossibile delle bonifiche, perfino nell’Agro Pontino, è compiuta.
La realtà la dicono i numeri che danno conto piuttosto di una serie di fallimenti.
Il fascismo nel 1922, aveva promesso di restituire all’agricoltura 8 milioni di ettari di terreni riqualificati.
Dopo dieci anni di lavori più tentati che andati a segno e fiumi di denaro pubblico finiti a amici degli amici e collettori di consenso del regime (come l’Opera nazionale combattenti), il governo annuncia il successo del recupero di 4 milioni di ettari.
Ma scendendo nel dettaglio, i lavori “completi o a buon punto”arrivano a poco più di 2 milioni di ettari e di questi due milioni, un milione e mezzo erano bonifiche concluse dai governi precedenti al 1922”.  
Praticamente si grida al successo con poco più del 6 per cento del lavoro compiuto. 

1945. L’ORO.
Alla conclusione del Ventennio fascista, è evidente la divaricazione delle disuguaglianze: i ricconi, quasi tutti aderenti al regime, da una parte e la massa della popolazione dall’altra.
Unica via d’uscita: l’emigrazione.
La causa: tutte le iniziative sviluppate e messe in pratica dal Governo Fascista.

Per onor di cronaca vi abbiamo citato solo le cose buone che il Fascismo fece all’Italia. Quanto fatto di sbagliato viene citato costantemente da tutti a partire dalle orribili leggi razziali promulgate dal Governo Fascista con l’assenso dei re Savoia.