TERRE AGRICOLE: COLLETTIVIZZAZIONE O FRAMMENTAZIONE?

4 Luglio 2020 Off di Acciaio

Autore: Acciaio

Nei modi di pensare alternativi al capitalismo, la questione delle terre si è sempre imperniata su 2 punti di vista:

  • COLLETTIVIZZAZIONE
  • FRAMMENTAZIONE

Il fascismo in Italia puntò sull’espropriazione dei latifondi e sulla redistribuzione delle terre ai contadini.

Questa metodologia può sembrare nobile a prima vista, ma nasconde un problema estremamente grande:

IL PICCOLO CONTADINO NON PUÒ PERMETTERSI DI INVESTIRE IN MACCHINARI E TECNOLOGIE!

Con questo sistema, l’agricoltura è destinata a rimanere nell’abulia perenne!

Con la collettivizzazione delle terre (grandi terreni statali dati in gestione ai lavoratori) è lo Stato a comprare i macchinari ed investire in tecnologia.

AI CONTADINI SPETTA LA GESTIONE DELLA TERRA!

Nelle grandi aziende collettive sovietiche i contadini si tenevano parte dei raccolti, attualmente sarebbe anacronistico.

Nella nostra epoca è opportuno salariare equamente e direttamente i lavoratori.

Con la collettivizzazione verrebbe annullato lo sfruttamento e la produttività sarebbe nettamente maggiore che suddividendo la terra in migliaia di appezzamenti inutili!

I processi del passato ci danno la linea su cui agire, spetta a noi adattarle ai nostri tempi.

W I LAVORATORI!