La prima donna nello spazio

16 Giugno 2020 Off di voyager
Foto Valentina Tereshkova Fonte

Oggi giorno, nelle nostre civiltà occidentali, cresce sempre di più il tema della parità di genere.

Ma spesso dietro questa ondata crescente di parole, troviamo il nulla.

Troppo raramente il volere popolare si concretizza in azioni per il miglioramento delle condizioni di affermazione della donna.
Uno dei temi cardine almeno in Italia si volge intorno ad una scelta che quasi tutte le donne devono fare nella vita:


“figlio o carriera?”

Noi crediamo innanzitutto che il ruolo della donna nella nostra società sia da valorizzare permettendo ad ognuna di esse di non dover scegliere fra essere madre o lavorare.

A tutte dovrebbe essere consentito di accudire i propri figli in Azienda con delle scuole dell’infanzia integrate o in alternativa di poter lavorare da casa fino al compimento del 10 anno del bimbo.

Nei prossimi articoli vi parleremo del ruolo della donna.

Sopratutto della sua valorizzazione in un nuovo modello di società.

Adesso trattandosi di una rubrica storica vogliamo parlavi di una donna poco conosciuta che fu pero’ la prima donna nello spazio :

Valentina Tereshkova

Lei passerà alla storia per essere la prima donna andata nello spazio.

Nata del fiume Volga in una famiglia bielorussa.
Figlia di un carrista caduto durante la Seconda guerra mondiale,
ebbe un’infanzia difficile.

Già a partire dal 1955 divenne paracadutista.
Grande ammiratrice di Jurij Gagarin si candidò più volte per frequentare la scuola per aspiranti cosmonauti.
Nel 1962 riuscì a partecipare all’esame di assunzione per il primo gruppo di donne cosmonaute, superandolo.

A bordo di Vostok 6, Valentina Tereškova il 16 giugno 1963 venne lanciata dal cosmodromo di Bajkonur per una missione nello spazio durata quasi tre giorni interi.
La missione effettuò 49 orbite terrestri.
Quale comandante di una navicella spaziale scelse il nomignolo di “gabbiano” per i collegamenti via radio.

Il 19 giugno atterrò nelle vicinanze di Novosibirsk, dove venne accolta e calorosamente festeggiata dalla folla.
Pochi giorni dopo le venne conferita a Mosca un’alta onorificenza, cioè il titolo di Pilota-cosmonauta dell’Unione Sovietica.